Critiche in Alto Adige alle misure di mitigazione del rumore nel progetto del lotto 1 Fortezza – Ponte Gardena

Sul quotidiano “Alto Adige” del 4.11.2011 è stato pubblicato un articolo intitolato “Tunnel di base bocciato da tre Comuni”. Si leggeva nel testo che i consigli comunali di Ponte Gardena, Laion e Barbiano hanno bocciato non il tracciato del tunnel di base ma la tratta d’accesso Sud – sublotto del lotto 1 -  in quanto “soluzione inaccettabile per la Bassa Val d’Isarco”. La notizia è stata ripresa di recente dal "Dolomiten" del 23.12.2011.

Il motivo che ha portato i tre Comuni a prendere questa posizione sembrerebbe relativo al solo sub lotto funzionale «Fluidificazione del traffico ed interconnessione con la linea esistente”, del lotto 1 «Fortezza - Ponte Gardena», approvato con Delibera CIPE 18.11.2010, n. 82; riguarderebbe in particolare le opere previste nell’impianto di Ponte Gardena [1], soprattutto l’interconnessione tra la ferrovia storica e la nuova linea a Nord del paese che aggraverebbe l’inquinamento acustico nel tratto completamente all’aperto di circa 1 km.

Secondo i tre Comuni questo inquinamento acustico sarebbe intollerabile e nemmeno barriere antirumore alte 7 metri risolverebbero il problema; così come le misure di mitigazione previste dai progettisti [2].

Non è chiaro cosa i tre Comuni abbiano respinto, visto che ormai la fase di valutazione dell’impatto ambientale è già superata da molti anni e che il progetto preliminare è stato già approvato a livello statale. Potrebbe trattarsi dell’attività preparatoria per la progettazione definitiva.

Resta che i Sindaci interessati hanno domandato la modifica del progetto per questa tratta di accesso Sud (che per ora prevede l’uscita del tunnel proveniente da Fortezza a Nord di Ponte Gardena) richiedendo che “i 2 chilometri contestati vengano previsti in galleria fino a collegarsi con l’esistente tunnel Sciliar”, “la riduzione al minimo indispensabile dell’inquinamento acustico, la partecipazione di un rappresentante della Val d’Isarco alla progettazione e la creazione di un osservatorio a Ponte Gardena, come quello già esistente a Fortezza”.

E’ benvenuto ogni ostacolo, anche piccolo, alla realizzazione di un progetto inutile. Ma ci viene da osservare che non è una strada produttiva quella di mettere in discussione singole soluzioni e battersi per aggiustamenti parziali:

1) che spostano il problema su altri siti (come per esempio è avvenuto anni fa per la galleria finestra di Vizze, oggetto di violente proteste, riposizionata dai progettisti 12 km più a Sud e diventata la già realizzata galleria finestra di Mules, dove quasi nessuno ha detto nulla);

2) che aprono questioni ancora più grosse come, in questo caso, quello della sicurezza di una galleria lunga ca. 33 km (dal viadotto sopra l’Isarco presso Klamm all’ingresso sud della galleria Ponte Gardena – Prato Isarco).

 

[1] Nuovo piano regolatore generale della stazione di Ponte Gardena da realizzarsi per fasi fino all’assetto definitivo a quattro binari compresi marciapiedi, sottopasso di stazione e impianti sussidiari; nuovo apparato centrale computerizzato, comprese le riconfigurazioni per la gestione delle fasi realizzative; tratto del ramo pari dell’interconnessione, parte all’aperto, parte in trincea e parte in galleria artificiale a semplice binario, sottopassante la linea storica in esercizio, da realizzarsi per fasi al fine di evitare interferenze con l’esercizio stesso, comprensivo di espropri ed eventuali interventi sulla sponda sinistra del fiume Isarco; adeguamento di opere idrauliche interessanti la stazione di Ponte Gardena, da realizzarsi per fasi contestualmente al PRG.

[2] Incapsulamento e copertura dei binari nell’area della stazione, rinnovamento dell’areale della stazione, galleria artificiale per minimizzare l’impatto paesaggistico, barriere antirumore e garage per pendolari (a due piani con muri esterni atti a ridurre l’inquinamento acustico).