Dalla Provincia di Trento ancora proposte inutili per la riduzione del traffico commerciale e dell’inquinamento lungo la A22

La foto è tratta da http://www.goinfo.it/it/news/allarme-biossido-di-azoto.html

È da qualche settimana che le due Province autonome sembrano volersi occupare di contenere il traffico merci lungo l’autostrada A22 (soprattutto Bolzano) e di ridurre l’inquinamento che ne deriva (soprattutto Trento ), entrambi convergendo verso due obiettivi: a) far fronte in qualche modo agli allarmi sempre più forti delle popolazioni residenti; b) confermare la tesi che comunque alle soluzioni-tampone possibili oggi esiste l’unica alternativa vera della nuova ferrovia AV/AC del Brennero.

Su quanto la questione non sia rinviabile e su quanto poco, per affrontarla, serva la nuova infrastruttura abbiamo già insistito molto.

Ma è difficile resistere alla tentazione di commentare come le proposte che fanno girare le Province siano contraddittorie (tanto per cambiare) rispetto agli stessi obiettivi che presentano.

Prendiamo l’ultima performance.

Il 17.4.2015 l'assessore della Provincia di Trento alle infrastrutture e all’ambiente, Mauro Gilmozzi, informa altri organi provinciali sullo stato d'attuazione dell'ordine del giorno n. 28/2014 approvato il 9.4.2014 dal Consiglio Provinciale di Trento sui "Controlli sull'inquinamento da biossido di azoto lungo l'autostrada del Brennero".

Per inciso, il movimento No Tav dell’Alto Adige e del Trentino reclama da anni l'abbassamento lungo l'asse autostradale dei livelli degli ossidi d'azoto, quali indicatori della qualità dell'aria, perché questo inquinamento - dovuto essenzialmente alla carburazione nei motori a scoppio - provoca in Italia circa 6.500 morti premature e perché sa bene che una soluzione al problema (e anche a quello dell’inquinamento da rumore) è possibile già ora.

Leggendo la nota dell'assessore si ha l'impressione che oltre agli incontri tra i vari "partner" e alla produzione di testi non ci sia tanta voglia di attuare misure di tutela della salute.

La ragione di questa inerzia è legata probabilmente al fatto che gli interessi di pochi prevalgono sulla tutela della salute. Continuare a fare transitare liberamente sull'autostrada del Brennero gli autocarri: a) garantisce ottimi profitti al gestore autostradale e a chi ne detiene le partecipazioni azionarie; b) induce la popolazione a tollerare false soluzioni come la nuova ferrovia del Brennero.

Vediamo di capire meglio di cosa parla l’assessore

1) Gestione dinamica dei limiti di velocità. È già stata sperimentata nella valle dell'Inn con modesti risultati. Già attualmente esistono limitazioni della velocità ma i valori limite degli ossidi d'azoto restano comunque largamente superati perché il traffico non diminuisce.

2) Terza corsia dinamica. È abbondantemente dimostrato che attira e aumenta il traffico.

3) Gestione dinamica integrata del traffico. Ottimizzare il traffico non fa altro che incrementarlo.

La Provincia di Bolzano, nel proprio Programma per la riduzione dell’inquinamento dell'aria da NO2, approvato dalla Giunta provinciale il 17.1.2011, scrive: "Le simulazioni hanno indicato che per poter ottenere il raggiungimento del valore limite dell’NO2 (40 µg/m³) entro il 2015 sono necessarie riduzioni delle emissioni autostradali dell’ordine del 40 - 50%. Tale obiettivo non appare” raggiungibile “senza una riduzione dei volumi di traffico".

La medesima indicazione è ovviamente valida anche per il Trentino e per la valle dell'Inn.

Allora?

L'assessore Gilmozzi dovrebbe anche ricordarsi che nel documento conclusivo "Misure comuni delle regioni Monitraf" del  23.1.2008 si prevedevano varie misure specifiche tra cui valutare come istituire "una borsa dei transiti" per ridurre il traffico nelle valli alpine. Lui ha valutato oppure no?