Presentato lo studio di salute pubblica legato al progetto della galleria di base del Brennero. Resta confermato che l’opera non corrisponde agli obiettivi dichiarati

Il giorno 28 maggio 2014 il professore Peter Lercher, su invito della società BBT Se, ha presentato a Fortezza - presso l’”Osservatorio per la costruzione della galleria di base del Brennero” - lo studio di salute pubblica (Public Health) da lui coordinato e concluso all’inizio del 2007.

Lo studio, cofinanziato dall’Unione Europea, era inizialmente parte degli studi di valutazione dell’impatto ambientale del progetto della galleria, è costato 2,2 milioni di Euro e non era mai stato reso pubblico fino all’8 maggio 2014 quando è comparso misteriosamente nella rete internet. Fino a questa data se ne era parlato solo in due occasioni e parzialmente: un articolo sul giornale Tiroler Tageszeitung nel 2007 e in occasione della manifestazione Expo Brennero 2007.

Tutti i tentativi di leggere lo studio fatti negli anni passati da cittadini, ricercatori, membri di assemblee elettive, amministrazioni locali in Italia e in Austria sono stati bloccati da BBT SE e dalle istituzioni governative che l’hanno affiancata.

Incalzata dalle polemiche sulla scorrettezza della “segretazione”, BBT Se ha dovuto rassegnarsi a discuterne in pubblico, dopo avere vanamente sostenuto nelle scorse settimane che si trattava ormai di un lavoro non utilizzabile: a) perché il progetto definitivo della galleria ha introdotto qualche cambiamento al progetto preliminare che lo studio aveva come riferimento; b) perché non era nemmeno servito in sede di valutazione di impatto in Austria, che nel frattempo aveva cambiato le normative di settore.

Tutti avevano capito che le motivazioni pretestuose della Società nascondevano un imbarazzo originato da ben altre ragioni.

Chi aveva nel frattempo esaminato lo studio  aveva capito quelle ragioni.

Ragioni che sono state confermate direttamente e indirettamente nella presentazione pubblica del 28 maggio.

La comunicazione della Società ha insistito su aspetti formali di nessun interesse per il pubblico: l’origine dello studio, il suo scarso interesse attuale. E’ ritornata marginalmente sull’utilità della futura galleria di base per ridurre l’inquinamento acustico proveniente dalla ferrovia storica e sull’auspicio (non una previsione scientifica) che servirà anche per ridurre sensibilmente (di quanto?) il traffico autostradale merci. Ed ha ignorato la questione centrale: cioè che l’emergenza di salute pubblica esiste oggi e non deriva solo dall’inquinamento acustico ma anche dall’inquinamento atmosferico di un traffico pesante che non si vuole contenere per tutelare precisi interessi economici.

Più completa la comunicazione del prof. Lercher, pur nella difficoltà della sua posizione.

Si è soffermato infatti soprattutto sui danni alla salute pubblica derivanti dal rumore della ferrovia storica e dell’autostrada ma non ha taciuto dell’inquinamento dell’aria provocato dal traffico merci su gomma. Ha sottolineato che il consumo di antidepressivi, antiacidi, antiallergici, piscosedativi e anti-ipertensivi lungo il corridoio del Brennero sta aumentando ed evidenzia una correlazione stretta tra traffico (stradale e ferroviario) e stato di salute. Pur dichiarandosi favorevole alla realizzazione della galleria di base, ha detto chiaramente che l’opera non servirebbe di per sé a risolvere il problema degli inquinamenti, e che anzi - una volta parzialmente attenuato quello acustico prodotto dalla ferrovia storica - resterebbero molto rilevanti lungo le valli che portano al Brennero sia il rumore totale che l’inquinamento dell’aria: proprio perché la galleria di base porterebbe benefici complessivi soltanto nell’ordine di percentuali ad una cifra (nel caso degli ossidi di azoto, per esempio, da 1% a 7% secondo le diverse zone). Le sue indicazioni sono state quindi che è necessario intervenire immediatamente con misure efficaci a tutela della popolazione esposta.

Esattamente quello che sostiene da anni chi si oppone al progetto: per affrontare i gravi problemi di oggi non c’è da aspettare nessuna galleria di base del Brennero e una volta affrontati questi problemi con i rimedi già disponibili non c’è alcun bisogno di costruirla.