Chi ha paura del movimento No Tav?

Riportiamo il comunicato dell'"Assemblea del Presidio Acquaviva e Resistente" del 3 Luglio 2016.

"Lo scorso autunno a Mattarello i promotori del Tav del Brennero hanno gettato la maschera. Nel silenzio sull'iter progettuale e nonostante le rassicurazioni di rito sulla volontà di coinvolgere la popolazione, nella notte del 27 ottobre una trivella viene scortata da un ingente reparto di polizia in località Novaline. Devono aver pensato che sarebbe bastato mostrare i muscoli per spaventare il movimento No Tav. Così la trivella, destinata ai carotaggi propedeutici alla realizzazione dell'Alta Velocità Ferroviaria, viene lasciata incustodita per tutta la notte. Il giorno successivo, all'alba, un buon numero di No Tav occupano il cantiere e constatano l’avvenuto decesso dell'odiosa trivella.

All’arrivo degli operai e della polizia i e le No Tav restano comunque a bloccare i lavori fino a quando non vengono forzatamente portati/e in questura. Cinque No Tav restano sulla trivella per dodici ore! Il 7 novembre, dopo che la trivella viene rimessa in funzione, i No Tav ci riprovano. Con astuzia e senza necessità di usare la forza, riescono a superare i cordoni di polizia e sei persone arrivano ad arrampicarsi sopra la trivella, bloccandone i lavori fino a notte. Una forte solidarietà si manifesta sia nel corso della giornata ma soprattutto la sera del 31 novembre, quando più di trecento persone, tra cui molti abitanti di Mattarello, attraversano in fiaccolata le vie del paese. Il 14 Novembre oltre mille persone scenderanno in piazza a Trento per ribadire e sostenere le ragioni No Tav. Questa solidarietà e questa forza devono aver fatto molta paura ai signori del Tav, sia perché hanno costretto a parlare pubblicamente dei lavori per il TAV in Trentino sia perché sono riuscite ad ottenere un risultato concreto importante: il ritiro dai lavori di carotaggio da parte della Landservice, ditta proprietaria della trivella danneggiata. Non ci stupiamo quindi che in questi giorni sia arrivata la risposta della Procura di Trento a quelle giornate di lotta e di mobilitazione popolare. A 25 persone sono stati notificati altrettanti decreti penali di condanna (multe dai 3500 ai 5000 euro) con i quali l'apparato posto a difesa del Tav ci presenta il conto. Lo fa con l'arma della repressione economica, sanzionando con multe l'impegno in difesa del territorio, come si addice a chi fa del denaro il valore supremo. A questo attacco rispondiamo che chi viene colpita/o dalla repressione non sarà lasciato/a solo/a, perché sempre più persone sono convinte della necessità di opporsi concretamente a questa grande opera distruttiva ed inutile. Condividendo questa convinzione, solo pochi giorni fa Alex Zanotelli ha voluto dedicare il premio “trentino dell'anno” a chi si batte contro il Tav. In un mondo in cui il senso del giusto è sempre più distante da quello del legale, la solidarietà attiva è uno strumento nelle nostre mani. Come sta succedendo in Val Susa in questi giorni dove, a seguito della decisione di alcuni/e No Tav di violare le misure restrittive imposte nel corso dell’ennesima operazione repressiva, si è creato un presidio a loro protezione, una vera e propria barriera umana, per evitare che siano portati via dalla polizia. Perché, con le parole di Nicoletta, No Tav sessantenne colpita da una misura cautelare: “la nostra lotta è forte, lottiamo per il diritto di tutti a vivere e vivere bene. Lottiamo non solo per la nostra valle ma per un mondo più giusto e vivibile per tutti e quindi rispetto a questo noi non abbiamo paura, non ci inginocchiamo davanti a nessuno. Siamo nati liberi, liberi rimaniamo”. Forti di questa consapevolezza, è un dovere nei confronti di noi stessi/e e del futuro di tutte e tutti quello di manifestare solidarietà contro la repressione, in Valsusa come in Trentino. Lo faremo partecipando numerosi alle udienze del processo “trivella” che si terrà in autunno, ma anche rilanciando le iniziative di lotta e di incontro, le quali saranno anche occasioni per raccogliere fondi per le spese legali. Come quella dell’8 luglio con i Pan de Capazo e come sarà la due giorni di discussione ed eventi del 27 e 28 agosto. Solidarietà ai/alle colpiti/e dai decreti di condanna. La repressione non ci ferma Avanti No Tav!"

Assemblea del Presidio Acquaviva e Resistente, 3 Luglio 2016.